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Cannabis Terapeutica

SIRCA è la SOCIETA’ ITALIANA RICERCA CANNABIS di cui il Dott. Davolio è vicepresidente,  ha come obiettivi lo sviluppo ed il progresso dello studio e della ricerca da un punto di vista scientifico didattico ed assistenziale nelle conoscenze sugli usi medici della cannabis e dei cannabinoidi. Il Dott. Davolio si è da sempre operato stimolando ricerche, raccogliendo e diffondendo informazioni, fornendo consigli tecnico-metodologici, incoraggiando ed incentivando l’addestramento di personale qualificato, organizzando e mantenendo i rapporti con Associazioni o Società italiane e straniere che hanno come obiettivo comune la diffusione di questa preziosa pianta come terapia farmacologica.

La Cannabis sativa L. è una delle piante da più tempo conosciuta ed usata dall’uomo ad uso curativo o religioso.

Sino a quasi 20 anni fa, della canapa o meglio della Cannabis, se ne faceva un uso legato alla sua capacità di produrre molecole pressoché esclusive (i cannabinoidi), con le tipiche proprietà stupefacenti o terapeutiche (antinfiammatorie, cicatrizzanti o analgesiche). Le sostanze venivano usate nel loro insieme (fitocomplesso) così come si continua a fare con la quasi totalità delle piante per uso fitoterapico.

Infatti, le materie prime vegetali per la gran parte sono raccolte in ambienti naturali o coltivate, ma sempre da popolazioni naturali scarsamente selezionate. Solo alcune fonti di principi attivi vegetali, come quelli derivati dal papavero da oppio, euforbia, digitale, luppolo e cefalotassina sono state selezionate al punto da produrre profili chimici stabili ed uniformi.

Con il progresso e con l’individuazione delle molecole responsabili dell’attività stupefacente (1964, scoperta della struttura e sintesi della molecola del THC), si è passati alla produzione di genotipi riprodotti  partendo da un singolo individuo (madre). Solo con questo tipo di riproduzione si è potuto garantire la stabilità nel tempo e questa è una condizione fondamentale e obbligata per far rientrare la Cannabis nel repertorio delle fonti vegetali da cui derivare farmaci tradizionali o etici.

PREPARAZIONE DEL “DECOTTO”

I cannabinoidi sono presenti nella pianta fresca in forma acida (es. 2-COOH-THC) inattiva. La decarbossilazione, per riscaldamento, forma molecole neutre attive. Per questo motivo, prima di assumere il farmaco, le inflorescenze di cannabis devono essere riscaldate.

Il metodo più efficace, per avere un estratto di qualità fatto in casa, risulta essere il seguente:

1) la dose singola di medicinale si pone in adatto pentolino con tappo e con la dovuta quantità di acqua (a titolo indicativo, il rapporto è di 50 mg di cannabis per un minimo di 50 ml di acqua; si consiglia almeno 150 ml, più di ½ tazza, o secondo prescrizione medica) e si scalda fino all’ebollizione;

2) si continua l’ebollizione moderata con tappo per almeno 15 min.;

3) si aggiunge il 20 % di latte intero (30 ml) e si fa bollire per altri 5 min.*

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– Le cartine contengono cannabis, opportunamente triturata e dosata dal farmacista, devono essere aperte e il contenuto versato nel pentolino che contiene l’acqua per la decottura.

Per assumere tutti i cannabinoidi attivati si può mangiare il residuo dell’erba sul fondo con ad esempio dello yogurt intero.

Il contenuto delle cartine può essere utilizzato nei vaporizzatori tipo Volcano Medic.

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Le capsule, aggiunte all’acqua all’ebollizione, si sciolgono rapidamente e si segue il metodo descritto sopra per le cartine. L’erba è triturata finemente e miscelata con eccipienti idonei, inerti, che si sciolgono nell’acqua. Bere senza filtrare.

 

– Si può preparare un’infusione ad inizio giornata ed assumerla durante il giorno, conservandola in un thermos.

– Per aumentarne l’estrazione e la stabilità si può sostituire il latte con della panna o crema di latte. Si possono utilizzare latti senza lattosio purché non scremati.

-Si può conservare in frigo per 3-5 giorni.**

* Titolazione THC = 5% in tisana semplice, 20% in decotto 15 min., 80% in decotto 15 min. in acqua + 5 min. con latte intero aggiunto. Analisi effettuate presso laboratorio di Tossicologia Clinica e Antidoping LAD Regione Toscana.

** Le prove di stabilità effettuate presso lo stesso laboratorio dimostrano che a distanza di 3 giorni non c’è variazione di concentrazione del THC.

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ESTRATTO IN OLIO D’OLIVA

I cannabinoidi sono presenti nella pianta fresca in forma acida (es. 2-COOH-THC) inattiva. La decarbossilazione, con il riscaldamento, forma molecole neutre attive. Per questo motivo, prima di estrarre in olio, le inflorescenze di cannabis devono essere riscaldate. In questa fase si perdono, purtroppo, i terpeni volatili.

Si scalda in forno per il tempo necessario ed ad una temperatura minima per l’attivazione dei cannabinoidi senza perdere troppe sostanze volatili e senza provocare il decadimento per eccessivo riscaldamento e conseguente inattivazione del principale cannabinoide, il THC.

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La fase successiva è quella dell’omogenizzazione ed estrazione in olio a bagnomaria fino alla filtrazione e confezionamento secondo le norme di buona preparazione.

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Di ogni singola preparazione galenica è preparata una scheda tecnica con copia dell’etichetta e del foglietto illustrativo allegato alla preparazione. Un campione è inviato al laboratorio della ASL per il titolo dei cannabinoidi come richiesto dal DM 09/11/2015.

Le analisi richieste da noi sono: titolazione del THC (attivo), THCA (inattivo), CBN (metabolita inattivo) e CBD. Sono comunicate al medico o paziente solo su specifica richiesta.

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